venerdì 30 gennaio 2015

Oggigiorno si corre sempre, ci si incontra e spesso ci si scontra. Non solo nel lavoro, nei rapporti interpersonali, ma anche in quel piccolo e intimo mondo definito "famiglia". Spesso i conflitti alla base del rapporto di coppia sono dovuti a scarse o inadeguate modalità comunicative che portano a conflitti, a volte decisivi anche nell'interrompere o meno un rapporto.


Perchè non mettersi in gioco e migliorare la comunicazione all'interno della coppia?


Da aprile incontri di
TRAINING ASSERTIVO PER COPPIE.

Cosa è l'ASSERTIVITà? è la capaità di esprimere in modo CHIARO ed EFFICACE le propie emozioni e pensieri, senza prevaricare né essere prevaricati.


Obiettivi del training:
Acquisire una maggiore conoscenza dei diversi stili comunicativi al fine di favorire una COMUNICAZIONE ASSERTIVA.

Durata del training:
5 incontri di due ore ciascuno.

Luogo:
Fabriano (AN) e Ancona

 


Per info e costi:

Dr.ssa Valeria Catufi 329/4497485

DA MARZO ...

GRUPPI PSICOEDUCATIVI
SU COME GESTIRE E MANTENERE IL PROPRIO PESO CORPOREO ... 





Per informazioni: valeriacatufi@virgilio.it 329-4497485

giovedì 20 novembre 2014

NOVITA' ...

A breve le date di avvio dei nuovi corsi sull'autostima, l'assertività, il cambiamento e la crescita personale ... Riprenderanno i gruppi di sostegno ... Per consulenze: 329-4497485 valeriacatufi@virgilio.it A PRESTO!

mercoledì 10 settembre 2014

CHI è LO PSICOLOGO?

La professione di psicologo comprende l'uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito (Articolo 1—Legge 56/89). Lo psicologo è un laureato in Psicologia, abilitato all’esercizio della professione e quindi iscritto a un ordine regionale degli psicologi (pubblicamente verificabile). COSA FA LO PSICOLOGO? - Interventi di prevenzione, diagnosi, riabilitazione e sostegno - Interventi volti alla comprensione e risoluzione delle situazioni in cui le condizioni personali e le relazioni con gli altri possono costituire fonte di disagio e di difficoltà - Interventi clinici: valutazione e riabilitazione cognitiva (memoria, attenzione, percezione, linguaggio, …) e dei disturbi del comportamento, riabilitazione psicosociale, valutazioni cliniche, perizie, diagnosi, ... - Interventi volti al benessere psicofisico: cambiamento delle abitudini (fumo, peso, …), controllo e gestione dello stress e delle emozioni - Interventi volti alla crescita personale: migliorare la comunicazione, l’autostima, la qualità di vita, … Gli interventi dello psicologo sono rivolti a singoli individui, coppie, famiglie, comunità. QUANDO RIVOLGERSI A UNO PSICOLOGO? È utile rivolgersi a uno psicologo per essere aiutati con colloqui di valutazione e sostegno quando si avverte una situazione di disagio che interferisce con il normale e/o desiderato svolgimento delle proprie attività di vita (personali, relazionali, scolastiche o lavorative, sociali, …). Lo psicologo aiuta la persona a focalizzare meglio i propri pensieri ed emozioni per esprimerli appieno. Gli incontri hanno durata di circa un’ora e, di norma, hanno cadenza settimanale. Frequenza, modalità e obiettivi sono concordati ed esplicitati sempre assieme, all’inizio e nel corso degli incontri. PSICOLOGO/PSICOTERAPEUTA/PSICHIATRA . . . DA CHI VADO?! Psicologo, psicoterapeuta e psichiatra sono tre figure professionali spesso confuse tra loro. Lo Psicologo è laureato in Psicologia, ha effettuato un tirocinio per poter sostenere l’Esame di Stato e iscriversi all’Albo degli Psicologi. Può occuparsi di molteplici settori. Per l’esercizio della professione è necessaria l’iscrizione all’Albo degli Psicologi. Non prescrive farmaci. Lo Psicoterapeuta ha, oltre la laurea in Psicologia o in Medicina, una specializzazione post–universitaria quadriennale permettendogli di intervenire in modo specifico sugli aspetti disfunzionali e sullo stato di disagio sperimentato dal paziente. L’ esercizio della professione è vincolato all’iscrizione all’Albo degli Psicoterapeuti. Lo Psichiatra ha la laurea in Medicina e Chirurgia e, successivamente, ha conseguito la specializzazione in Psichiatria. Prescrive farmaci. A volte collabora con psicologi e psicoterapeuti per un sostegno farmacologico del paziente, laddove necessario. MITI & PREGIUDIZI Andare da uno psicologo è una scelta circondata ancora da troppi luoghi comuni che possono purtroppo allontanare da un percorso psicologico e lasciare la persona in balia della sua sofferenza psichica. - “Lo psicologo/psicoterapeuta ti dice cosa fare”: uno psicologo/psicoterapeuta non dà consigli né fornisce soluzioni. È una guida che facilita l’esplorazione di se stessi e la scoperta e l’utilizzo delle proprie risorse. Ogni professionista fa questo seguendo i suoi metodi, ogni persona seguendo i propri tempi. Come nel proverbio cinese: “Dai un pesce a un uomo e lo nutrirai per un giorno. Insegnagli a pescare e lo nutrirai per tutta la vita”. - “Le cure psicologiche sono care”: in realtà il costo di un colloquio è molto variabile e per tale motivo nulla vieta di contattare il professionista per conoscere le tariffe da lui applicate. Se lavora gratis crea danni enormi: sta dicendo che il suo lavoro non vale niente, sta dicendo che lui non vale niente, sta dicendo che chi chiede di essere pagato per lo stesso lavoro, evidentemente, è un ladro. - “È meglio uno psicologo/psicoterapeuta uomo o donna?”: è uguale. La ricerca scientifica non ha indicato alcun legame tra efficacia di un percorso psicologico e sesso del professionista. Ciò non toglie che vi possano essere delle preferenze personali. - “Se uno prende i farmaci è inutile che faccia una psicoterapia”: i farmaci intervengono sui sintomi e non risolvono il problema di fondo. Essi possono essere un importante supporto parallelo a una psicoterapia. - “Se devo sfogarmi non serve che vado dallo psicologo, è sufficiente che parli con un amico”: è indubbio che parlare con un amico ci dia sollievo, ma è qualcosa di completamente diverso dall’intervento di uno psicologo: lo psicologo non è un amico, non possiede solo una buona capacità di comprensione ed empatia, ma possiede le conoscenze sulla mente umana e il suo funzionamento, e le competenze scientifiche necessarie per prevenire e risolvere un disagio psicologico. - “Dallo psicologo ci vanno i matti!”: consultare uno psicologo non significa essere “svitati” o “diversi”, quanto accorgersi di eventuali stati conflittuali che possono incrinare il proprio benessere. Consultare uno psicologo in questi momenti significa essere responsabili della propria qualità di vita . Stare male psicologicamente può significare essere talmente tristi da non trovare conforto in nulla; avere dei pensieri fissi che ostacolano la nostra quotidianità, avere paura di qualcosa che in fin dei conti sappiamo essere innocuo. - “Nello studio dello psicologo c’è il lettino”: la stragrande maggioranza dei trattamenti psicologici e psicoterapici prevede che i due interlocutori siano seduti uno di fronte all’altro. È solo un tipo di intervento (la psicoanalisi, nello specifico) a prevedere che il paziente sia steso su un lettino e che il professionista sia seduto dietro di lui. - “Io sono il miglior psicologo di me stesso”: è fuori dubbio che nella nostra testa ci siamo noi e solo noi. Qualsiasi professionista della salute mentale non sarà mai in grado di conoscerci e aiutarci se non siamo noi a consentirglielo e a lasciargli la “porta aperta” o almeno socchiusa. Ci sono momenti in cui non siamo in grado di vederci con occhi diversi ed è dunque necessario un punto di vista “fuori da noi”, imparziale, ma soprattutto capace perché supportato dall’esperienza e dalle conoscenze scientifiche. - “Dallo sguardo lo psicologo capisce chi sei”: sicuramente la comunicazione non verbale ha importanza, ma lo psicologo non è uno stregone, non usa amuleti, né pozioni magiche. È un professionista e usa strumenti deontologicamente adeguati. Contattare uno psicologo non è semplice come contattare un cardiologo, un parrucchiere, un idraulico, … Già farlo è un grande e importante passo! Rivolgersi a uno psicologo sin dai primi segnali di disagio è essenziale per prevenire l’aggravamento di una situazione. DR.SSA VALERIA CATUFI 329-4497485

giovedì 20 giugno 2013

Corpo e mente ...

Il raffreddore si secca quando il corpo piange.
Il mal di gola si manifesta quando non è possibile comunicare le proprie tristezze.
Lo stomaco brucia quando i problemi non riescono ad uscire.
Il diabete ti invade quando la solitudine fa male.
Il corpo ingrassa quando l' insoddisfazione ti tartassa.
Il mal di testa ti angustia quando i dubbi aum...
entano.
Il cuore desiste quando il senso della vita sembra finire.
L' allergia appare quando il perfezionismo diventa intollerabile.
Le unghie si spezzano quando le difese vengono minacciate.
Il petto si comprime quando l' orgoglio ti schiavizza.
Il cuore subisce un infarto quando sopraggiunge l' ingratitudine,
La nevrosi ti paralizza quando "il bimbo dentro" diventa tiranno.
La febbre brucia quando le difese abbattono i confini dell' immunità.

La piantagione è libera; il raccolto... obbligatorio!

Faccia attenzione a quello che sta piantando, perché sarà quello che raccoglierà.
Sia Felice!

venerdì 14 giugno 2013

LE TERAPIE ESPRESSIVE NELLE DEMENZE

L’Italia sta diventando un paese di anziani. Spesso, con l’anziano, arriva a anche quella che viene definita demenza. La demenza è una sindrome clinica (insieme di sintomi), cronica e progressiva, dovuta ad una malattia che colpisce il cervello e che comporta la degenerazione di: facoltà mentali (memoria, linguaggio, ragionamento, riconoscimento oggetti e persone); affettività ed emotività (depressione, ansia ed angoscia); comportamento e personalità (agitazione, aggressività, reazioni paranoiche ed apatia). La demenza è una malattia che non soltanto affligge il malato, ma si ripercuote emotivamente anche su coloro che l’assistono, come il coniuge, i figli, i familiari ma anche gli assistenti familiari. Talvolta, l'assistenza, può essere un compito estremamente difficile e impegnativo. È necessario pianificare l’impegno che le figure che ruotano attorno all’anziano con demenza devono investire nell’assistenza del malato. È importante conoscere le proprie forze e le proprie energie e sapere che non si è da soli nell’affrontare la patologia. Inoltre, è fondamentale capire che chiedere aiuto non significa non essere in grado di assistere la persona, ma riconoscere e rispettare i propri limiti e progettare un tipo d’assistenza che veda coinvolti più soggetti. Capire le proprie emozioni può essere di aiuto nella gestione del malato, ma anche per se stessi.
Negli ultimi anni si sta assistendo a un aumento di richieste di interventi che impiegano le terapie espressive, le terapie non farmacologiche, nelle loro diverse modalità, in progetti preventivi, riabilitativi e terapeutici. Le terapie non farmacologiche favoriscono una stimolazione delle capacità cognitive residue dei pazienti come, ad esempio, i processi della memoria (cognizioni). In altre situazioni, incidono sulle problematiche comportamentali dei pazienti affetti ad esempio da demenza senile (comportamenti). Una terza area riguarda l’ambiente che in questo caso ha una forte incidenza per la gestione dei disturbi cognitivi e comportamentali, si parla infatti di ambiente protesico, che aiuta a compensare tali deficit. Sono state inserite in fase sperimentale la musicoterapia individuale e di gruppo, la musicoterapia ambientale, la terapia della bambola, i laboratori cognitivi – alimentari e la sand - therapy (terapia della sabbia).
Le terapie non farmacologiche, in sinergia con le terapie che prevedono l’utilizzo di farmaci, migliorano in modo concreto la qualità di vita dei pazienti. Spesso si parla a livello teorico di migliore qualità di vita, di migliorare lo stato psicofisico delle persone, senza collegamenti concreti con gli aspetti sociali e relazionali dell’accudimento. La cura inizia dal saper ascoltare e il saper ascoltare è la base di partenza delle terapie non farmacologiche e della relazione d’aiuto.

13 giugno 2013, Psicologica...mente, rubrica della Dr.ssa Valeria Catufi